Mi reco all’appuntamento con altri amici al giardino di Fabriano, al mio arrivo ci sono molti ciclisti, ma nessuno degli amici che dovevo incontrare. Facciamo quattro chiacchiere e gli altri decidono di andare verso il monte Predicatore. So già che faranno tardi e io vorrei rientrare a casa presto per andare al carnevale di Fano. Nel frattempo che questo gruppo parte arrivano i miei compagni d’uscita, partiamo anche noi. Come sempre l’indecisione la fa da padrone , finche si decide di andare verso Serradica e salire al monte gioco del pallone. Dopo alcuni kilometri asfaltati iniziamo a salire su carrareccia e ci troviamo di fronte una strada quasi completamente chiusa dalla neve, poco male ancora si pedala. Salendo la neve si fa sempre più alta e a tratti si spinge, arriviamo in cima e il sole di questa giornata di mezzo inverno ci scalda piacevolmente. Ci dirigiamo al punto prescelto per iniziare la discesa che ci porterà nei pressi di Esanatoglia, c’è ancora neve e si fatica, ma non è freddo e i panorami sono eccezionali. Scatto alcune foto con il telefono e iniziamo la discesa. Percorriamo un sentiero che personalmente non avevo mai guidato ed è veramente bello, mancherebbe un po’ di manutenzione e sarebbe perfetto. Ora la neve non c’è più siamo scesi molto di quota e pedaliamo nel verde dei prati. Non ci sono i panorami di prima, questa verde valle piena di mucche al pascolo richiama un paesaggio alpino. Ora è tardi e per me si prospetta l’ora del ritorno e ci dirigiamo verso Fabriano di nuovo in salita. C’è neve sulla strada, ma si pedala bene e in breve siamo su e gli altri si fermano per aspettare chi è rimasto indietro, io non posso il tempo stringe, ci salutiamo e via verso il sentiero che in breve velocemente mi riporterà a Fabriano. Ecco qua un bel giro in mountain bike nei dintorni di casa, con panorami e divertimento, ho già voglia di riprendere la bici.
Articoli
Nuovo calendario attività
Oggi ho pubblicato il nuovo calendario dell’attività di www.naturabike.it
Non ho inserito le date delle escursioni, perchè possono essere modificate in base al meteo e alla disponibilità delle guide o dei partecipanti.
Alcuni giorni prima di un’attività comunicheremo l’organizzazione dell’evento.
Grazie
Come passare una giornata nelle marche
A tutti piace fare una gita fuori porta e un’idea potrebbe essere quella di fare un giro per i castelli delle Marche.
Questa regione ne ha sul territorio talmente tanti che si ha l’imbarazzo della scelta. Un esempio, il castello di Piticchio, sito su un colle vicino Arcevia, rivolto verso la Vallesina e verso le montagne appenniniche che fanno da barriera con l’Umbria.
Incantevole piccolo gioiello che si visita con poco tempo, ma allo stesso tempo luogo che rimane nei pensieri. Non distante da Piticchio, si trova Corinaldo, altra fortificazione che vi incanterà con le sue maestose cinta murarie.
Le sue dimensioni sono superiori a Piticchio, e ricordano i castelli delle linee alpine. Corinaldo è anche conosciuta per Santa Maria Goretti che vi nacque.
Un altro luogo che si può visitare è Ostra Vetere, arroccata su un’altura, si fa notare anche da lontano grazie al doppio campanile della sua Chiesa. Anche questo è un borgo dalle dimensioni ridotte, ma splendido nella sua architettura. Ecco qua tre idee per respirare un’aria differente, un’aria di cultura marchigiana.
Immersione al lago
Grotta di Frasassi, ore 13.00 si scende in acqua. Due miei amici di cui non riporto il nome, scendono in acqua nel lago dell’Orsa. Questo specchio d’acqua è conosciuto come lago sulfureo ed è molto interessante per la sua biologia. Al suo interno si trovano batteri e la sua acqua ha un ph molto elevato. Per quest’ immersione sono stati necessari sei sacchi di attrezzatura subacquea e quattro bombole, fortunatamente arrivare al lago non richiede molto tempo. Data la sua prossimità alla passerella per il percorso turistico, siamo andati in sei e ci siamo calati per una ventina di metri di sotto del percorso. L’acqua alla superficie non è molto aggressiva, ma ai sei metri di profondità inizia lo strato sulfureo e questo non permette immersioni lunghissime. Uno dei due subacquei è rimasto in prossimità delle sonde per i campionamenti, mentre l’altro si è spinto in avanti svolgendo molti metri di sagola, scendendo alla profondità di diciotto metri e la grotta prosegue ancora. Ritornando indietro, si è diretto nella direzione opposta e la cavità non si chiude ma va avanti. Il fondo del lago è ricoperto da sedimento molto scuro, ma la visibilità in acqua è buona e anche dopo il passaggio dei due sub, la visibilità resta accettabile. Ora attendiamo i risultati dei campionamenti con la sonda elettronica della microbiologa Jenn Macalady, anche lei presente il giorno dell’ immersione. Il tempo in acqua è stato circa di un’ora e il gruppo è uscito dalla grotta nel tardo pomeriggio, si prevede che i risultati siano molto interessanti e in programma ci sono altri tentativi al lago dell’orsa. Pochi giorni dopo i due sub hanno fatto un’immersione prova anche al lago dello Svizzero sempre in zona grotta di Frasassi. Si ringrazia il consorzio delle Grotte di Frasassi per la collaborazione alla ricerca e il gruppo speleo di Fabriano e di Genga San Vittore.
foto della dottoressa Jenn Macalady
Appassimenti aperti
Una giornata ad Appassimenti aperti.
E’ una manifestazione che si tiene a Serrapetrona, patria della Vernaccia. Giunta alla settima edizione, l’11 e 18 novembre le cantine hanno aperto le loro strutture al pubblico, per mostrare i metodi di essiccamento dei grappoli d’uva che, tramite fermentazione successiva, serviranno per la trasformazione del vino Vernaccia in spumante. La presenza di persone è stata a detta dei produttori buona, nonostante il clima piovoso della prima data, oltre il pubblico italiano hanno visitato le cantine molti turisti stranieri. I produttori hanno offerto assaggi di vino Vernaccia da tavola, passito e vino spumante dolce e secco. Oltre ai vini erano presenti sui banchi anche grappa di Vernaccia e prodotti dolciari veramente golosi. La tradizione Marchigiana di qualità anche questa volta si è distinta, proponendo prodotti tipici ma allo stesso tempo moderni e accattivanti.
IL CAMMINO DI SAN ROMUALDO
San Romualdo è un famoso monaco dell’ordine dei Camaldolesi, ma non mi ero reso conto dell’importanza storica di questo personaggio. Intendo dire per il territorio di Fabriano, infatti, qui è sepolto da circa mille anni. Fu un monaco itinerante e a lui vengono riconosciute la fondazione di alcune delle Chiese più belle e significative della nostra zona. Parlo dell’Abbazia di Sitria, del convento di Valdicastro, di Fontavellana e della Chiesa di Sant’ Elena. Senza dimenticare l’eremo di Camaldoli in Toscana. Questo mi porta a ricredermi sulla potenzialità del nostro territorio, e quanto noi residenti non siamo informati sulle peculiarità di esso. Con il tempo sarà mio compito scoprire e valorizzare ciò che abbiamo, sempre con il mio stile e con la semplicità che un territorio richiede. Le Marche sono una regione con tanti tesori, dobbiamo solo scoprire le carte.
Fabriano e la mtb
Alcuni si chiederanno, che significhi mtb? Mtb sta per mountain bike. Per me sta per libertà e tranquillità. Ho sentito gente dire “ma voi ciclisti vi fate un mazzo………”. Si è vero, ma le persone a volte trovano quello che cercano dalla fatica e a volte nel relax su una poltrona. Vivendo a Fabriano, sono immerso nella catena dell’Appennino centrale, per un ciclista è normale uscire da casa in bici e dopo un paio di chilometri essere già lontano dal centro abitato. Fabriano è sita nel fondo di una valle così, quando parto sono subito in salita, per me è una routine iniziare a “soffrire” subito. Le montagne che formano la valle sono di media altezza all’incirca sui mille metri e questo mi permette di fare un buon dislivello anche se ha solo due ore di tempo. Quando un ciclista arriva in quota ha la fortuna di avere dei panorami che riempiono lo sguardo e scacciano tutti i pensieri. Ci sono dei punti che offrono degli scatti fotografici niente male, si possono fare dei bei panorami a 360° sulle gole nei dintorni e sulle cime dell’Appennino centrale. I sentieri sono tecnici, ma non a livello delle Alpi, questo permette una guida tranquilla, la vegetazione è molto varia si passa dalla pineta alle querce, dai faggi agli ornelli ai castagni. Quando non voglio fare un giro troppo impegnativo, ho la possibilità di scorrazzare per le carrareccie e le stradine di campagna. La mia zona è adatta per la mountain bike, magari non è molto conosciuta fuori del contesto Fabrianese, infatti molti tendono a dirigersi verso zone più famose come i monti Sibillini. Ci sono chilometri di sentieri e stradine sterrate che farebbero gola agli appassionati e sono tutti a disposizione senza particolari divieti. Per questo vorrei promuovere il mio territorio facendolo conoscere anche a chi non lo vive direttamente. Le possibilità ci sono, anche la gente si sta muovendo in questa direzione, io voglio fare la mia parte, almeno per quanto riguarda la mountain bike.
www.naturabike.it
www.naturabike.it è la nostra associazione ciclistica, con scopo divulgativo/culturale del territorio marchigiano. venite a trovarci anche su
estate
Siamo arrivati a luglio e il meteo non premette niente di buono per la prossima settimana. Speriamo che l’attività esplorativa non venga interrotta.




