Seconda gran fondo del donatore Fabriano

E‘autunno ed e’ giunta l’ora di Andare in mountain bike per le colline Marchigiane. Quale occasione migliore della manifestazione organizzata dal Pedale Stracco di Fabriano? Una bella giornata di riding con circa duecento persone che non si sono risparmiati lungo i 35 km di strade e sentieri che sì trovano sul monte Fano e sul monte Alto.

Video https://youtu.be/56mqFXj8hzM

 

Eremo di San Verecondo

Giusto sopra Fabriano si trova l’Eremo di San Verecondo, è un luogo poco frequentato dalle persone, ma in mountain bike si raggiunge tramite degli splendidi single track. Si gode di un ottimo panorama sul monte San Vicino e sulla piana di Matelica famosa per il Verdicchio, è un tesoro immerso nella natura delle Marche.

 

Video      http://youtu.be/VCDATFPLAlI

Autunno sul monte Puro

Una breve escursione in mountain bike sul monte Puro, situato poco distante da Fabriano e a confine tra Marche ed Umbria, è una delle montagne preferite dai bikers locali. Saliamo da Cancelli per una ripidissima carrareccia, che ci porterà ai prati sommitali di monte Rogedano, pedalando in salita si raggiunge monte Puro e lo si aggira su un single trak spettacolare e divertente. Qui si vedono i colori autunnali dell’Appennino, molto belli sono i panorami che si susseguono e si possono fare delle belle fotografie. Scendiamo a valle su una delle classiche discese della zona, il sentiero dei Carbonai, questo è un single trak veloce e scorrevole che non delude mai chi lo percorre e il divertimento è assicurato, giunti a valle si ritorna a casa “purtroppo” su asfalto. Il tempo a volte è tiranno, e non abbiamo occasione di tornare percorrendo qualche sentiero, ma ci rifaremo.

video http://youtu.be/JS0L-YlwcCo

Budello del Puro

Lo so, è un nome inquietante ma è così da tempo e a dire il vero non so come mai questo posto sia chiamato così. Però è un luogo affascinante ed è una sfida per i bikers della zona, in pochi riescono a percorrerlo in sella e io ho provato più volte ma non sono ai riuscito a salire senza fermarmi. Da Fabriano si sale verso monte Fano e si prende la direzione Esanatoglia, arrivati a forcella S. Angelo, si può scegliere se salire il budello o scendere a Esanatoglia o Valleremita. Oggi si sale, un po pedalando e un po spingendo, arrivati fuori dal bosco ci riposiamo al cospetto del monte Puro e ci godiamo il panorama dei Piani di Marruga. Si sale ancora un po e poi si scende su single trak tra i più divertenti della zona e si fila verso valle a tutta velocità. Giunti a Valleremita si può risalire direttamente a monte Fano e al monastero di San Silvestro, oppure possiamo dirigerci verso Fabriano, optiamo per tornare in città. Giunti alla statale, decidiamo di risalire per una vecchia carrareccia che evitando l’asfalto ci porterà verso casa. Saggia decisione, l’asfalto va evitato e qui in zona di strade ce ne sono.

video https://www.youtube.com/watch?v=N_2uXeS-Ol4

DH San Silvestro

Oggi sentiero in discesa ripida, ma prima come sempre salita anche lunga. Partenza da Fabriano e come meta la vetta di monte Fano, per scendere la dh. Per arrivare alla vetta scegliamo un po di sentierini che fanno faticare più della strada asfaltata, ma danno anche più appagamento. In vetta il panorama sul fabrianese è sempre bello e si vedono tutte le cime della vallata. Il Cucco, il Catria, Valsorda e il San Vicino, il cielo è terzo e il sole scalda bene, è la giornata adatta per la dh, protezioni e via si parte. Iniziamo con un prato erboso, poi single trak in falsopiano e giù discesa nel bosco, si arriva così alla strada asfaltata che porta all’eremo di San Silvestro. Giusto il tempo di attraversarla e di nuovo sentiero nel bosco, poi finito il bosco ci si tuffa su una traccia un po sporca dentro un prato erboso. Ora viene la parte più tecnica e si passa sopra delle lame di roccia, oggi il sentiero è molto sporco e per evitare di cadere si scende a tratti dalla mountain bike, devo ripassare a pulirlo. Conclusione della dh con lungo dritto fin dentro il paese di Valleremita. Fatta tutta d’un fiato è proprio una bella discesa e se lasciamo andare i freni le velocità sono interessanti. Con questo concludo il breve resoconto di una giornata di discesa.

 

video http://youtu.be/jO8udvWGihg

Sorgenti dell’Esino

Questa volta siamo ad Esanatoglia, immersi nel verde dell’entroterra Marchigiano e anche uno dei miei luoghi di riding preferiti. Si parte sempre da Fabriano, si arriva a Serradica e si sale in quota per la salita dei nove tornanti, che come suggerisce il nome non lascia respiro; oggi poi con la pioggia del mattino, l’umidità è altissima. Arrivati in quota il clima si fa più gradevole e ci possiamo rilassare un po, ora si procede in discesa e finito il bosco ci godiamo il panorama della valle di Campodonico, il monte Serrasanta e il monte Gioco del Pallone, bellissimi. Questi luoghi ti mettono in contatto con la natura e quassù è anche difficile incontrare persone, solo vacche e pecore. Ci infiliamo in un single trak tra i più divertenti della zona e si parte con il su e giù, sembra una giostra. Il sentiero è lungo e non lascia tregua ma è impossibile non divertirsi, alla fine siamo sopra le Sorgenti dell’Esino, piccola sosta per le protezioni, poi ancora discesa prima con breccino smosso, poi si entra nel bosco su sentiero tecnico e veloce. Questo trail è caratterizzato da brevi tratti in piano e ripidi tratti in discesa e ci divertiamo come bambini, ma come tutte le cose belle arriviamo a fondovalle e la discesa finisce. Si potrebbe seguire la riva del fiume Esino, ma non vedo l’incrocio e ci tocca proseguire su asfalto fino ad Esanatoglia, poco male ci ritorneremo presto, intanto ci concediamo una sosta al bar Centrale per un goccio di qualcosa di fresco, ci attende un lungo ritorno fino a casa. Come detto il ritorno sarà veramente lungo, perché ad uno di noi si romperà una pinza freno e dopo i vani tentativi di riparazione, mestamente ritorniamo verso Fabriano con la pinza legata sul fodero della forcella con delle fascette da elettricista. Il giro delle Sorgenti è bello, quasi completamente su sterrato, l’itinerario perfetto per la mountain bike, sono 45 km di puro divertimento e noi questa volta ce li siamo divertiti tutti, nonostante gli inconvenienti meccanici. Spero di ritornarci presto , anche gli altri credo siano d’accordo con me, è troppo bello.

video http://youtu.be/qz0SajWMHnc

Anello di Valfratta

Valfratta si trova alle pendici di monte Cucco, proprio sul confine tra Marche e Umbria, oggi sarà la meta della nostra escursione. Partendo da Fabriano, percorriamo un tratto asfaltato che ci porta fino al paese di Bastia, lungo la strada possiamo ammirare tutta la dorsale del monte Cucco rivolta verso le Marche e oggi con il sole che brilla è un vero spettacolo. L’anello di Valfratta è stato uno dei miei primi giri in bicicletta e per questo motivo ha un certo fascino, che altri giri non riescono a darmi. Non è un itinerario con particolari difficoltà tecniche, anzi si svolge tutto su strada bianca e l’unica prova che un ciclista deve superare è quella della distanza, circa 45 km. Così arrivati a Bastia si prosegue per Rucce e da qui si inizia a salire verso la nostra meta di giornata, ovvero una sella erbosa sempre piena di animali intenti a brucare l’erba. Arrivati in cima si gode di un panorama che spazia dal Cucco al monte Catria, al monte Nerone e se la visibilità è buona si arriva a vedere il Conero. Ora non ci resta che scendere a valle con una lunghissima carrareccia, attenti alle vacche che girano indisturbate per la strada. Giunti presso il lago di Perticano, inizia la strada di ritorno purtroppo su asfalto, si pedala in salita scorrevole e piano piano da Rucce in poi si ritorna sulla strada dell’andata. Un’altra bella escursione è stata messa in cantiere, con tanto sole e quel senso di libertà che ti sa regalare la natura vissuta a 360° sulla cima di Valfratta.

video http://youtu.be/TaDaAsBy4hM

Porcarella sentiero 109

Il nome Porcarella fa un po ridere, ma invece è una località che offre molto alla mountain bike. Conosco bene questa zona, così da Fabriano salgo i 700 metri di dislivello che mi portano a Poggio San Romualdo e inizio a dirigermi verso il paese di Castelletta. Non so perché questo altipiano venga chiamato porcarella, ma è mia intenzione scoprirlo. Per oggi mi accontenterò di percorrere uno dei sentieri della zona, il mitico 109 che a me piace sempre di più ogni volta che ci vado. La lunga salita d’asfalto che mi porta in quota è scorrevole e in un’ora arrivo al valico, da qui inizia lo sterrato che mi accompagnerà al sentiero. Il single inizia su un verde prato erboso , ma ben presto si inizia a scendere e la strada si fa più tecnica e divertente, c’è roccia e erba, il bosco è al massimo del verde e mi godo il venticello che oggi mi accompagna. A circa due terzi del sentiero si inizia a vedere il borgo di Castelletta, che spettacolo. Da quassù si domina tutta la Vallesina e si fila via che è un piacere. Arrivo alla fine del sentiero e si ricomincia a salire su asfalto, ma arrivati di nuovo al valico, si scende di nuovo verso il fondovalle su un sentierino poco evidente che taglia tutti i tornanti della strada asfaltata. E’ una lunga discesa a tratti anche veloce, così alla fine arrivo presso il paese di Valtreara e ora non mi resta che prendere la strada per Fabriano. Anche oggi fortunatamente un bel giro e divertimento ai massimi livelli, il sole ci ha scaldato e questa primavera uggiosa ci ha concesso una tregua. ben vengano queste giornate così.

 

video http://youtu.be/tdyu1FX59rs

Giro di purello

Questa volta dalle Marche si svalica in Umbria, salendo da Campodiegoli si arriva sopra il paese di Purello ed è subito spettacolo. Questi luoghi a confine tra le due regioni, sono di un verde e di un selvaggio che non si può non rimanere affascinati. Si scende dentro la valle che porta al paese e su comoda stradina si inizia a risalire,   le pendenze però si fanno subito impegnative e il sole oggi scalda bene. Quando la strada si fa più dolce, si intravedono all’orizzonte nubi minacciose e sono sicuro che non tarderanno ad arrivare. Tra piccole carrareccie e single trak si arriva così ai prati sommitali del monte di Purello e possiamo iniziare un lungo traverso che ci riporterà sopra Campodiegoli proprio dove eravamo saliti prima. Ora una meritata sosta ci starebbe proprio bene, per godere del panorama e mangiare qualcosa, ma le nuvole che prima erano all’orizzonte ora sono molto più vicine e si stanno facendo più minacciose. A questo punto del giro ci resta solo un tratto velocissimo in discesa e non è bene prendere un temporale su un prato in quota quando il punto più alto del prato è il sottoscritto, si decide di iniziare a scendere e rimandare foto e sosta al prossimo passaggio al Purello. Così si scende per entrare a Campodiegoli e da qui andare verso Cancelli di Fabriano e ritornare a casa. Tirando le somme, questo è un giro spettacolare per sentieri, panorami e località visitate, da rifare assolutamente magari con qualche golosa variante, tanto per allungare un giro di soli 40 km e aggiungere qualche centinaio di metri di dislivello. Alla prossima pedalata, ciao.

video  http://youtu.be/00n0ScUdJe0