Monte Cucco a cavallo tra Marche ed Umbria

Pedaliamo sui trails di Monte Cucco, immersi nella verde Umbria seguendo il sentiero numero 6.

Un trail piaciuto a tutte le persone che lo hanno percorso, sia a piedi che in mountain bike, divertente mai troppo tecnico, lungo tanto da non far rimpiangere la fatica fatta per salire in quota.

Si parte dalle pendici di Monte Motette, per proseguire verso Monte Ranco Giovannello e poi Pian delle Macinare.

Video 

Monte Cucco con Pedale Stracco

Una bella ascesa al monte Cucco, a confine tra Umbria e Marche con il gruppo Pedale Stracco di Fabriano. Una bella giornata di sole, mountain bike e riding. Bella compagnia di amici e gente nuova, da rifare al più presto.

 

video http://youtu.be/8iz4U35r6Yg

Gran fondo di Costacciaro

Andiamo a provare il circuito della Gran fondo in mountain bike di Costacciaro, si dice che ci saranno almeno 1000 persone, la curiosità è tanta. Si parte e subitoci sono degli stradoni che faranno la prima selezione, a me non piacciono ma le gare sono così, poi però s’inizia a fare sul serio, e la strada s’impenna decisamente. Si sale verso monte Cucco e anche se la strada è sempre scorrevole, la fatica farà altre vittime il giorno della gara. I panorami ora sono molto più attraenti e si arriva al punto più alto del circuito, ora ci deve essere per forza la discesa, infatti si parte infilandosi in un lungo toboga in mezzo agli alberi. Il terreno è un po viscido perché ultimamente è piovuto in abbondanza, ma si fila che è un piacere e con un po di saliscendi si arriva alla discesa del Beato. Qui il sentiero diventa roccioso e la strada punta decisamente verso il basso, c’è da stare attenti si raggiungono alte velocità, si arriva praticamente di nuovo a Costacciaro, la discesa è divertente e tecnica. Ora si risale di nuovo per uno dei miei sentieri preferiti lo Schioppo, che non viene percorso per intero, ma si devia per imboccare un sentiero che non avevo mai percorso e poco dopo si ritorna a scendere. Questa nuova discesa è veramente divertente e non averla mai percorsa mi ricorda che c’è sempre una strada nuova anche dove non te l’aspetti, è un single trak tutto curve e rilanci in mezzo agli alberi, che per l’occasione sono ricoperti di cartelloni pubblicitari e creano un ambiente molto racing. Il sentiero scorre via velocemente, e si riprende una delle salite percorse ad inizio tracciato, fino a ritornare verso il punto di partenza, prima però un’ultima salitina cattivissima e poi discesa fino al traguardo. Un gran giro, divertente panoramico e tutto da guidare, complimenti a chi ha disegnato il percorso, da rifare al più presto.

video  http://youtu.be/SB7bKZmLXWQ

Anello di Valfratta

Valfratta si trova alle pendici di monte Cucco, proprio sul confine tra Marche e Umbria, oggi sarà la meta della nostra escursione. Partendo da Fabriano, percorriamo un tratto asfaltato che ci porta fino al paese di Bastia, lungo la strada possiamo ammirare tutta la dorsale del monte Cucco rivolta verso le Marche e oggi con il sole che brilla è un vero spettacolo. L’anello di Valfratta è stato uno dei miei primi giri in bicicletta e per questo motivo ha un certo fascino, che altri giri non riescono a darmi. Non è un itinerario con particolari difficoltà tecniche, anzi si svolge tutto su strada bianca e l’unica prova che un ciclista deve superare è quella della distanza, circa 45 km. Così arrivati a Bastia si prosegue per Rucce e da qui si inizia a salire verso la nostra meta di giornata, ovvero una sella erbosa sempre piena di animali intenti a brucare l’erba. Arrivati in cima si gode di un panorama che spazia dal Cucco al monte Catria, al monte Nerone e se la visibilità è buona si arriva a vedere il Conero. Ora non ci resta che scendere a valle con una lunghissima carrareccia, attenti alle vacche che girano indisturbate per la strada. Giunti presso il lago di Perticano, inizia la strada di ritorno purtroppo su asfalto, si pedala in salita scorrevole e piano piano da Rucce in poi si ritorna sulla strada dell’andata. Un’altra bella escursione è stata messa in cantiere, con tanto sole e quel senso di libertà che ti sa regalare la natura vissuta a 360° sulla cima di Valfratta.

video http://youtu.be/TaDaAsBy4hM

Un giro da quattro ore

Come tante persone anche io a volte ho le giornate piene, così se ho l’occasione mi ritaglio uno spazio per andare in mountain bike. Conosco i miei tempi su alcuni giri definiti “classici” e oggi ho deciso di andare a monte Cucco. Il giro della faggeta di Val di Ranco è un itinerario da quattro ore e così salto in bici e parto.

Il tempo è buono, cosa rara in questo maggio molto irlandese e mi godo il caldo di questa primavera. Pedalo verso Melano, un bel paesotto in cima ad un colle e arrivo in un’ora alle pendici del Cucco. Ora mi aspettano i classici nove kilometri di salita su strada bianca, oggi credo che non mi dispiacerà pedalare sotto il sole, anzi mi avvio con calma ma senza perdere tempo. Salgo salgo salgo e arrivo al valico di monte Testagrossa, chissà chi avrà dato il nome a questa cima, a volte me lo chiedo. Ripensandoci alla periferia di Fabriano c’è monte Coccodrillo, è meglio non farsi queste domande. Pedalo, il panorama sul lato sud del Cucco è sempre spettacolare, salendo l’ultimo tratto di strada per Val di Ranco ho anche la visuale sulla valle di Gualdo Tadino. Con il sole e questo verde primaverile ho voglia di fermarmi a guardare il panorama, ma questo è un giro da quattro ore e devo rispettare la tabella di marcia. Entro nella valle, finisce il tratto asfaltato e inizia la faggeta, che bello questo posto, ogni volta che ci vengo mi piace sempre di più, ed è solo a venti kilometri da casa mia. Il sentiero che percorro è un continuo su e giù, non è difficile, ma bisogna stare attenti ci sono dei tratti con molte radici e pietre, però è veramente divertente. Ad un certo punto la pendenza si accentua e si arriva in fondo alla valle del Rio Freddo, da qui si risale a Passo Porraia e giù di nuovo percorrendo una velocissima carrareccia. Anche se siamo passati dall’altro lato di monte Cucco, i panorami rimangono sempre molto belli e purtroppo guardarli a questa velocità è pericoloso, meglio fermarsi e rischiare di meno. Arrivo al borgo di Piaggiasecca, è stato ristrutturato da pochi anni, adesso è veramente bello, continuo a scendere e arrivo all’asfalto. Ci sarebbe una strada bianca da fare, ma è sempre il giro da quattro ore e mestamente mi avvio verso casa su asfalto, passo tutti i paesini della vallata e arrivo sulla statale. Ora non resta che sbrigarmi, con il ricordo in testa di un giro spettacolare ma dai tempi dettati, sembra quasi una gara di enduro, ci mancano solo i controlli.

video http://youtu.be/eiKEK0ndLKs

Raduno al Monte Cucco

Ci sentiamo regolarmente su un forum online, e per questa domenica (12 maggio), ci siamo dati appuntamento a Pian delle Macinare sul Monte Cucco. Arrivo alle otto e trenta, e siamo i primi di un gran gruppo, saremo a partire in ventidue. Alcuni di noi sono andati a Gualdo tadino per lasciare delle macchine per fare la spola. Siamo tutti in sella verso le nove e trenta, partiamo per andare a percorrere le creste di monte Cucco.

Attraversiamo la madre dei faggi, incredibile località che ci permetterà di arrivare a Val di Ranco, da qui iniziano le creste meta del nostro giro. Il percorso è tosto e a volte non si riesce a pedalare e si spalla la bici. I partecipanti sono tutti esperti di all mountain e la marcia procede verso il Valico di Fossato. Al valico si inizia a salire verso le pale eoliche sempre di Fossato di Vico. Abbiamo percorso le creste con un’alternarsi di sole e nebbia, queste veloci variazioni climatiche hanno reso il giro eccezionale,i panorami si nascondevano e apparivano all’improvviso.

Le creste dividono le due regioni delle Marche e dell’ Umbria oggi con queste condizioni erano bellissime, passando dal grigio della nebbia al verde più intenso della piovosa primavera di quest’anno. Ma ora siamo in salita e che salita, ci sono quattro strappi veramente provanti e il gruppo si allunga. Ci ritroviamo per percorrere un lungo single trak che dapprima in discesa e poi con una breve salita ci porta in località Valsorda.

E’ ora di pranzare e qui c’è un locale che è già assalito dai turisti e ora anche da noi. Fortuna vuole che oggi c’è anche uno stand della comunanza agraria di Gualdo Tadino, che gentilmente offrono vin cotto e braciole appena cotte alla graticola. Vi risparmio i particolari, ma voglio ringraziare pubblicamente la comunanza per il gran pranzo, ora ci aspetta l’ultima salita di giornata, quella che ci porterà all’attacco dell’ultima discesa. La famosa discesa della Spina, un lunghissimo sentiero ripido e sassoso, tutte curve divertentissimo. Partiamo a gruppetti e si procede filati verso il fondovalle. Il sole ci scalda ormai da un paio d’ore e immersi nel verde del bosco arriviamo in fondo alla discesa.

Ora ci aspetta dello street riding, tanto per non farsi mancare niente, i ventidue si gettano lungo le viuzze cercando scalinate da fare, e qui a Gualdo non mancano di certo. Come tutti i raduni si arriva al termine del divertimento e ci tocca ritornare a Pian delle Macinare a riprendere le macchine. Ascoltando i commenti durante e alla fine del giro, i partecipanti si sono divertiti e hanno apprezzato le montagne delle due regioni, oggi al massimo del verde e del silenzio. Penso che potremmo ripetere anche un’altro raduno sul Cucco, questi ventidue verranno.

Per la cronaca al ritorno da P. delle Macinare c’è stata una foratura di una macchina che si aggiunge alle due forature in bici, e ciliegina sulla torta il temporale che vedevamo all’orizzonte, è arrivato portando acqua a catinelle e anche un po di grandine. Almeno ha beccato gli impavidi cavalieri dentro alla gelateria e non in sella.

Grande Tot ideatore del progetto Cucco.

video  http://youtu.be/CDfDue09RKU

Rio Freddo

Giornata di sole spettacolare, via verso Monte Cucco l’idea del Rio Freddo. Siamo in 4 e con calma ci avviciniamo alla montagna dell’escursione, ci aspetta una lunga salita di 9 km e non abbiamo orari per il rientro. E’ caldo e il cielo è serenissimo la salita scorre via bene e ci ritroviamo velocemente a Val di Ranco.

Percorso in mezzo alla faggeta più spettacolare della zona, fino al Passo Porraia dove ci aspetta la deviazione per Rio Freddo. Il sentiero non è evidente, ma non importa, improvvisiamo un po e saliamo in cresta per vedere la strada da percorrere. Non troviamo il sentiero giusto per scendere, ma un po di sano free ride non guasta mai. Ci stiamo divertendo e il panorama sulla gola è spettacolare.

In lontananza si vede anche l’ eremo di Monte Cucco, incastonato come una gemma nelle pareti calcaree. Oramai siamo scesi a valle e ci infiliamo in una stradina di campagna che con mooooltissimi saliscendi ci riporterà a Bastia dove è iniziata la prima salita. Che dire è un giro lunghino, ma dalle mille soddisfazioni e con un bel gruppo di amici è anche meno faticoso e più divertente. Sempre da ripetere alla prima occasione, non si possono descrivere queste emozioni, bisogna provarle.

 

video http://www.youtube.com/watch?v=rcrzbVlqXNc