Raduno al Monte Cucco

Ci sentiamo regolarmente su un forum online, e per questa domenica (12 maggio), ci siamo dati appuntamento a Pian delle Macinare sul Monte Cucco. Arrivo alle otto e trenta, e siamo i primi di un gran gruppo, saremo a partire in ventidue. Alcuni di noi sono andati a Gualdo tadino per lasciare delle macchine per fare la spola. Siamo tutti in sella verso le nove e trenta, partiamo per andare a percorrere le creste di monte Cucco.

Attraversiamo la madre dei faggi, incredibile località che ci permetterà di arrivare a Val di Ranco, da qui iniziano le creste meta del nostro giro. Il percorso è tosto e a volte non si riesce a pedalare e si spalla la bici. I partecipanti sono tutti esperti di all mountain e la marcia procede verso il Valico di Fossato. Al valico si inizia a salire verso le pale eoliche sempre di Fossato di Vico. Abbiamo percorso le creste con un’alternarsi di sole e nebbia, queste veloci variazioni climatiche hanno reso il giro eccezionale,i panorami si nascondevano e apparivano all’improvviso.

Le creste dividono le due regioni delle Marche e dell’ Umbria oggi con queste condizioni erano bellissime, passando dal grigio della nebbia al verde più intenso della piovosa primavera di quest’anno. Ma ora siamo in salita e che salita, ci sono quattro strappi veramente provanti e il gruppo si allunga. Ci ritroviamo per percorrere un lungo single trak che dapprima in discesa e poi con una breve salita ci porta in località Valsorda.

E’ ora di pranzare e qui c’è un locale che è già assalito dai turisti e ora anche da noi. Fortuna vuole che oggi c’è anche uno stand della comunanza agraria di Gualdo Tadino, che gentilmente offrono vin cotto e braciole appena cotte alla graticola. Vi risparmio i particolari, ma voglio ringraziare pubblicamente la comunanza per il gran pranzo, ora ci aspetta l’ultima salita di giornata, quella che ci porterà all’attacco dell’ultima discesa. La famosa discesa della Spina, un lunghissimo sentiero ripido e sassoso, tutte curve divertentissimo. Partiamo a gruppetti e si procede filati verso il fondovalle. Il sole ci scalda ormai da un paio d’ore e immersi nel verde del bosco arriviamo in fondo alla discesa.

Ora ci aspetta dello street riding, tanto per non farsi mancare niente, i ventidue si gettano lungo le viuzze cercando scalinate da fare, e qui a Gualdo non mancano di certo. Come tutti i raduni si arriva al termine del divertimento e ci tocca ritornare a Pian delle Macinare a riprendere le macchine. Ascoltando i commenti durante e alla fine del giro, i partecipanti si sono divertiti e hanno apprezzato le montagne delle due regioni, oggi al massimo del verde e del silenzio. Penso che potremmo ripetere anche un’altro raduno sul Cucco, questi ventidue verranno.

Per la cronaca al ritorno da P. delle Macinare c’è stata una foratura di una macchina che si aggiunge alle due forature in bici, e ciliegina sulla torta il temporale che vedevamo all’orizzonte, è arrivato portando acqua a catinelle e anche un po di grandine. Almeno ha beccato gli impavidi cavalieri dentro alla gelateria e non in sella.

Grande Tot ideatore del progetto Cucco.

video  http://youtu.be/CDfDue09RKU

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Salita alle eliche di Fossato di Vico

C’è il sole, si parte per una nuova avventura, percorrere il nuovo sentiero appena aperto da amici. Me ne avevano parlato più volte e ormai la curiosità era tanta che aspettavo l’occasione giusta per andare a pedalarlo per la prima volta. Parto da Fabriano direzione vecchio valico di Fossato, salgo su asfalto, il sole mi scalda è sereno le condizioni sono ottimali per un bel giro in mountain bike.

Arrivo con calma al valico, sono solo oggi e posso scegliere il ritmo di pedalata, inizio a salire verso le eliche. Questa strada è una delle mie preferite perchè  ti fa immergere in mezzo al bosco più verde della zona e ti da un senso di rilassamento totale. Salita e ancora salita ma anche silenzio e prati verdi, arrivo alle eliche inizio a scendere. Mi fermo per indossare le protezioni e riparto alla ricerca dell’inizio del sentiero.

Ricordandomi le indicazioni del Tont ci dovrebbe essere un segno biancorosso dei CAI su una pietra, effettivamente c’è ma non è molto visibile, comunque le indicazioni fornitemi sono precise e ritrovo l’inizio. Dopo pochi metri si scende e si inizia a spingere la bici per scavalcare un fosso e risalire dall’altra parte, mi piace  questo trail, è come intendo io andare in mountain bike, se non c’è un po di spingismo che giro è? Risalito il fossetto si inizia a pedalare, è stretto ma si procede bene, alcuni punti sono veramente stretti e preferisco scendere dalla bici, sono solo e non ho voglia di finire giù per la scarpata. Nel complesso è quasi tutto fattibile e sono nel bel mezzo della natura, veramente bello il bosco di querce.

Si scende e si risale, si scende e si risale, è tutto un susseguirsi di passaggi tecnici e roccette, ci vogliono calma e concentrazione, così arrivo alla fine del sentiero, è passato in fretta evidentemente mi sono divertito e mi sono distaccato per un attimo dal tempo, bello. Arrivo su un tratto di strada che avevo percorso quest’ inverno, adesso mi ricordo, mi fermo per un attimo a fare una foto e a guardarmi un po intorno, mi godo il panorama.

Riprendo la discesa, ora si fila su carrareccia a tutto gas, ci sono dei drop naturali e me li saltello tutti, in men che non si dica sono a Cancelli, la discesa è finita e ho il sorriso delle migliori occasioni e quella sensazione di aver passato una bella mezzoretta distaccato dalla realtà, ma allo stesso tempo immerso nella realtà più pura della natura selvaggia delle montagne marchigiane. Torno a casa con calma, anche oggi un bel giretto.

video  http://youtu.be/plWAgMuwrbU