Monte Cucco a cavallo tra Marche ed Umbria

Pedaliamo sui trails di Monte Cucco, immersi nella verde Umbria seguendo il sentiero numero 6.

Un trail piaciuto a tutte le persone che lo hanno percorso, sia a piedi che in mountain bike, divertente mai troppo tecnico, lungo tanto da non far rimpiangere la fatica fatta per salire in quota.

Si parte dalle pendici di Monte Motette, per proseguire verso Monte Ranco Giovannello e poi Pian delle Macinare.

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Esatrail: vertical trail+la corta

Oggi pubblichiamo un video del sentiero tecnicamente più difficile che possiamo trovare ad Esanatoglia.

Non è un trail per chi ama le curve larghe e scorrevoli ma è molto divertente e panoramico, la prima parte (Vertical trail) è tecnica e alcuni tratti sono molto ripidi.

La seconda parte (la Corta), è molto più flow ma presenta un paio di punti tecnici che è bene non sottovalutare.

Per accedere al sentiero, bisogna guadagnare la vetta di Monte Corsegno, poi giù a tutta, buon divertimento sugli Esatrail.

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Faggeta di Monte Cucco

Faggeta di monte Cucco o anche chiamata #Madre dei faggi è un luogo incantevole che si trova in Umbria, quasi in vetta a monte Cucco.

Si tratta di un bosco di faggi molto grandi dove in mezzo scorre un trail eccezionale, divertente da guidare e mai troppo difficile, insomma uno di quelli da fare a tutta.

Inoltre, vicino al #trail si trovano un paio di ristoranti tipici umbri, il che non guasta e per chi piace c’è una delle zone decollo deltaplani e parapendio più famose d’Europa.

Non vi resta che partire monte Cucco vi aspetta.

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San Cataldo Day 2016

Ci ritroviamo ad Esanatoglia per il consueto San Cataldo Day, è una giornata ventosa ma non è freddo, anzi l’atmosfera è calda e i bikers son pronti a percorrere i trails di questa simpatica località appenninica.

L’organizzazione del San Cataldo è una macchina collaudata ed è una certezza, ci divertiremo.

Quest’anno sono previsti tre giri: corto, lungo ed enduro, una proposta per tutte le gambe non ci sono scuse, si parte, la salita non manca.

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Lord of the rings, ovvero un weekend all’Abetone

Si va all’Abetone, per un fine settimana di enduro, mi contatta un amico che voleva fare questo giro da tempo. Ne aveva sentito parlare più volte e ora si presentava l’occasione giusta, perché i gestori del bike park Abetone stavano organizzando l’ evento. Arriviamo il giorno prima con comodo, ci aspetta un aperitivo cena in rifugio e poi notturna sulle piste del bike park. Avevo fatto già una notturna, ma qui c’era talmente tanta polvere che oltre al buio c’era anche la nebbia. L’indomani ci troviamo agli impianti e siamo circa sessanta, tanta gente non è venuta perché il meteo metteva pioggia, alle nove si inizia a salire con l’impianto e in cima c’era molto vento e nubi basse. Si parte subito in discesa, una lunga carovana di bikers si snoda per i sentieri del bike park. La discesa è spettacolare, prima larga, ma poi un’infinito single trak in mezzo agli alberi, da sballo. Dal paese di Abetone si continua a scendere in mezzo al bosco alternando strade e single, finché non iniziamo un sentiero su e giù tecnico e veramente bello che mette alla prova i bikers presenti, e si arriva così alla funivia della Doganaccia. Saliamo e c’è il primo ristoro, si pedala un po e il sole esce dalle nuvole è caldo e si sta bene. In cima si riprende a scendere in mezzo ad un bel bosco e si arriva al secondo ristoro, uno spuntino veloce e decidiamo di ripartire subito, visto che molta gente è rimasta indietro e alcuni sono avanti con la guida. Abbiamo la traccia per il gps e siamo una ventina di persone. Ora si sale molto e ad un certo punto la salita si fa tecnica e ripida, si spinge un po e si arriva finalmente al valico, ora ci aspetta una discesa che dicono si eccezionale. Stentiamo a trovare l’imbocco del sentiero, ma poi ci lanciamo giù e la discesa è veramente come ci avevano detto, tecnica veloce e soprattutto divertente. In fondo ci troviamo e si riparte per Sestola, naturalmente in salita, alcuni si staccano e decidono di salire per la strada asfaltata, mentre noi eravamo rimasti in tre saliamo per lo sterrato seguendo la traccia. Arriviamo comunque tutti insieme alla seggiovia di Sestola, e piano piano al terzo ristoro, alla fine siamo ancora insieme e iniziamo l’ultima parte del giro per ritornare all’Abetone. Quassù appena sotto la cima di monte Cimone il panorama è splendido, c’ero stato solo d’inverno con la neve, ma d’estate è molto più bello, decidiamo di scendere tutti insieme, perché è tardi e non vogliamo perderci per strada. La discesa è panoramica ma non tecnica e in breve siamo all’asfalto, ora ci restano alcuni kilometri da pedalare in salita e si parte in gruppo lentamente, ma in breve il gruppo si allunga. Ora è anche diventato freschetto, qui la quota si fa sentire ma arriviamo infine alla partenza del giro dove ci aspetta l’ultimo ristoro. Dopo di noi dovranno arrivare almeno altre trenta persone, ma loro furbamente si fanno raccogliere con il furgone, alle otto di sera siamo rientrati tutti. Concludo il racconto ringraziando Rolando, l’ideatore del giro e organizzatore del raduno, ci ha fatto vivere una giornata di riding e panorami indimenticabili, ha messo insieme gente da mezza Italia e ha creato un’organizzazione perfetta nonostante i sessanta ciclisti presenti, difficili da gestire e su settanta kilometri non si è perso nessuno. Grazie e già si mormora che il prossimo anno ci sarà il ritorno del Lord of the rings, lo sto già aspettando.

video http://youtu.be/4P3Z2JcYOrM

Un giro da quattro ore

Come tante persone anche io a volte ho le giornate piene, così se ho l’occasione mi ritaglio uno spazio per andare in mountain bike. Conosco i miei tempi su alcuni giri definiti “classici” e oggi ho deciso di andare a monte Cucco. Il giro della faggeta di Val di Ranco è un itinerario da quattro ore e così salto in bici e parto.

Il tempo è buono, cosa rara in questo maggio molto irlandese e mi godo il caldo di questa primavera. Pedalo verso Melano, un bel paesotto in cima ad un colle e arrivo in un’ora alle pendici del Cucco. Ora mi aspettano i classici nove kilometri di salita su strada bianca, oggi credo che non mi dispiacerà pedalare sotto il sole, anzi mi avvio con calma ma senza perdere tempo. Salgo salgo salgo e arrivo al valico di monte Testagrossa, chissà chi avrà dato il nome a questa cima, a volte me lo chiedo. Ripensandoci alla periferia di Fabriano c’è monte Coccodrillo, è meglio non farsi queste domande. Pedalo, il panorama sul lato sud del Cucco è sempre spettacolare, salendo l’ultimo tratto di strada per Val di Ranco ho anche la visuale sulla valle di Gualdo Tadino. Con il sole e questo verde primaverile ho voglia di fermarmi a guardare il panorama, ma questo è un giro da quattro ore e devo rispettare la tabella di marcia. Entro nella valle, finisce il tratto asfaltato e inizia la faggeta, che bello questo posto, ogni volta che ci vengo mi piace sempre di più, ed è solo a venti kilometri da casa mia. Il sentiero che percorro è un continuo su e giù, non è difficile, ma bisogna stare attenti ci sono dei tratti con molte radici e pietre, però è veramente divertente. Ad un certo punto la pendenza si accentua e si arriva in fondo alla valle del Rio Freddo, da qui si risale a Passo Porraia e giù di nuovo percorrendo una velocissima carrareccia. Anche se siamo passati dall’altro lato di monte Cucco, i panorami rimangono sempre molto belli e purtroppo guardarli a questa velocità è pericoloso, meglio fermarsi e rischiare di meno. Arrivo al borgo di Piaggiasecca, è stato ristrutturato da pochi anni, adesso è veramente bello, continuo a scendere e arrivo all’asfalto. Ci sarebbe una strada bianca da fare, ma è sempre il giro da quattro ore e mestamente mi avvio verso casa su asfalto, passo tutti i paesini della vallata e arrivo sulla statale. Ora non resta che sbrigarmi, con il ricordo in testa di un giro spettacolare ma dai tempi dettati, sembra quasi una gara di enduro, ci mancano solo i controlli.

video http://youtu.be/eiKEK0ndLKs